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Dove tenere i risparmi in pensione, tra conto corrente e conto deposito

Liquidità sempre disponibile o un piccolo rendimento vincolato: un confronto pratico, al netto di bollo e tassazione.

Dove tenere i risparmi in pensione, tra conto corrente e conto deposito
Foto a scopo illustrativo.

Una parte dei risparmi, in pensione, resta ferma sul conto corrente "per sicurezza". È comprensibile, ma non sempre è la scelta più equilibrata: il conto corrente serve a muovere il denaro, non a conservarlo. Tra conto corrente e conto deposito la differenza non è enorme, ma conoscerla aiuta a decidere con consapevolezza. Questo è un contenuto informativo, non una raccomandazione a sottoscrivere un prodotto.

Liquidità contro rendimento

La scelta ruota attorno a due esigenze opposte: avere il denaro sempre disponibile oppure ottenere un piccolo rendimento lasciandolo fermo per un periodo. Il conto corrente privilegia la prima; il conto deposito la seconda. Non esiste una risposta valida per tutti: dipende da quanta liquidità serve a portata di mano.

Il conto corrente: comodità e costi

Il conto corrente è lo strumento per incassare la pensione, pagare e prelevare. Il rovescio è che la liquidità ferma non rende e subisce i costi di gestione, come spiegato nella guida su cosa guardare in un conto corrente. È perfetto per le spese correnti, meno per i risparmi destinati a restare fermi.

Il conto deposito: libero e vincolato

Il conto deposito è un "salvadanaio" collegato al conto corrente. Può essere libero (si preleva quando si vuole, con rendimento più basso) o vincolato (si lascia fermo per mesi o anni in cambio di un rendimento maggiore). Il vincolo va scelto con prudenza: immobilizza somme che potrebbero servire.

La tassazione e il bollo

Sui rendimenti di conti e depositi si applica un'imposta del 26% sugli interessi, e il conto deposito è soggetto all'imposta di bollo dello 0,2% annuo sulle somme depositate. Per questo il rendimento che conta è sempre quello al netto di tasse e bollo, non il tasso pubblicizzato.

Un confronto di esempio

Numeri illustrativi, solo per mostrare il metodo di calcolo al netto delle imposte. Non sono offerte né previsioni di rendimento.

Voce (esempio su 10.000 € per 1 anno)Valore indicativo
Interesse lordo ipotizzatocirca 200 €
Imposta sugli interessi (26%)− 52 €
Imposta di bollo (0,2%)− 20 €
Rendimento netto indicativocirca 128 €

Il fattore sicurezza

I depositi bancari (conto corrente e conto deposito) sono coperti dal sistema di garanzia dei depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca. È un elemento che molti risparmiatori prudenti considerano rilevante. Le regole sono descritte dalla Banca d'Italia.

Come decidere in base alle proprie esigenze

  • Tieni sul conto corrente ciò che serve per le spese dei prossimi mesi;
  • valuta un deposito libero per una riserva che vuoi comunque poter usare;
  • considera un vincolo solo per somme che sei sicuro di non toccare;
  • confronta sempre il rendimento netto e leggi le condizioni prima di firmare.

Vincolato: cosa succede se servono prima i soldi

Il punto più delicato del conto deposito vincolato è proprio il vincolo. Se si ha bisogno della somma prima della scadenza, a seconda delle condizioni si può perdere in tutto o in parte l'interesse maturato, pur recuperando il capitale. Per questo il vincolo ha senso solo su denaro che si è ragionevolmente sicuri di non dover toccare. Leggere con attenzione le condizioni di svincolo anticipato prima di firmare evita spiacevoli sorprese.

A chi si adatta di più

  • Chi ha una riserva per imprevisti: meglio liquidità sul conto o un deposito libero.
  • Chi ha una somma ferma da tempo e senza impieghi previsti: può valutare un vincolo breve.
  • Chi vuole soprattutto tutela: conta la garanzia fino a 100.000 euro per depositante e banca.

Domande frequenti

Il conto deposito è rischioso?

I depositi bancari rientrano nella garanzia fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Resta sempre utile leggere le condizioni e la solidità dell'istituto.

Il rendimento pubblicizzato è quello che incasso?

No: dal lordo vanno tolti il 26% sugli interessi e il bollo dello 0,2%. Conta sempre il rendimento netto.

Perché la liquidità ferma perde valore

Tenere tutto fermo sul conto corrente ha un costo poco visibile: l'inflazione. Se i prezzi salgono e il denaro non produce nulla, nel tempo quella liquidità compra un po' meno di prima. Non è un motivo per rincorrere rendimenti o prodotti complicati — la prudenza, in pensione, resta la bussola — ma è una ragione per non lasciare inutilmente ferme somme che non servono nell'immediato. Un deposito libero, semplice e garantito entro le soglie di legge, può attutire in parte l'effetto senza rinunciare alla disponibilità del denaro. La scelta, ancora una volta, dipende da quanta liquidità si vuole avere a portata di mano. Resta un'informazione generale, non un'indicazione su un prodotto specifico.

In breve

Conto corrente e conto deposito rispondono a bisogni diversi: liquidità immediata l'uno, piccolo rendimento l'altro. Al netto di tasse e bollo le differenze si assottigliano, quindi conta soprattutto quanta liquidità vuoi avere disponibile. Per approfondire regole e tutele, il riferimento è la Banca d'Italia. Nessuna parte di questo articolo costituisce consulenza finanziaria personalizzata.

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